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Politica

Le ragioni del No alla riforma costituzionale: il territorio di mobilita

“E' un referendum fondamentale. Se passa il sì tutte le procedure democratiche, cominciando dal votare, diventeranno pressoché superflue...". Sono solo alcune delle considerazioni portate all'attenzione dal senatore Lucio Malan durante l'incontro promosso dal coordinamento provinciale di Forza Italia
 POLITICA - “E' un referendum fondamentale. Se passa il sì tutte le procedure democratiche, cominciando dal votare, diventeranno pressoché superflue. Comanderà una sola persona, che non avrà alcun contrappeso e non sarà sostanzialmente controllata da alcuno. Dominerà il Parlamento, avrà il presidente della Repubblica dalla sua parte, così come la Corte Costituzionale e le autorità di garanzia. Dopo sarà tutto inutile”. Con la relazione del senatore Lucio Malan, intervenuto all'incontro promosso dal coordinamento provinciale di Forza Italia - cui hanno partecipato anche Lega Nord con il segretario nazionale Piemont Riccardo Molinari, Fratelli d'Italia e il centrista Giovanni Barosini (Area Popolare) - è stata aperta la campagna per dire NO alla riforma costituzionale del Governo Renzi.

Una serata, come sottolineato dal segretario provinciale azzurro Ugo Cavallera, “aperta a tutti coloro che condividono questo impegno, le ragioni della mobilitazione contro una riforma voluta dal premier e da una maggioranza parlamentare improvvisata e non più rappresentativa della volontà dell'elettorato”. Secondo le forze di centro destra, è inaccettabile il percorso seguito da una riforma che, coniugando anche la revisione della legge elettorale, va a creare un sistema in cui il premio di maggioranza sarebbe riservato solo al partito con più voti, comprimendo la presenza delle varie forze, articolazioni della società. Si tenderebbe a una situazione egemonica, con il leader che prende in mano scelte e nomine anche di cariche, dal Csm alla Corte Costituzionale, sulle quali il Parlamento deve avere, invece, effettivi poteri di controllo.

“Una riforma – spiega il consigliere regionale Massimo Berutti (FI) - voluta sostanzialmente da un presidente del Consiglio che non è stato eletto dai cittadini, da un Governo che sostanzialmente ha solo messo a posto determinate situazioni, quasi più per interesse di parte che non collettivo. E questa è la dimostrazione di cosa voglia dire affidarsi alla sinistra”. Dopo la serata all'Hotel Diamante di Spinetta Marengo il Comitato per il NO prevede altre assemblee di zona, oltre a una massiccia e mirata comunicazione anche multimediale, “per fare arrivare ai più queste necessarie e fondamentali considerazioni. Un conto è occuparsi – rimarca Cavallera – di economia, lavoro, conquiste sociali. Altro è modificare una Costituzione che ha retto tutte le stagioni di quasi settant'anni. Ideale per il cambiamento sarebbe, quindi, un'ampia convergenza tra destra e sinistra, così com'era già stato allora. Con la riforma Renzi-Boschi, invece, ci troviamo di fronte a passaggi di maggioranza, anche ristretta, quando non di fiducia”.
13/07/2016
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