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Novi Ligure

Rimborsopoli bis, l'inchiesta non cambia i piani di Muliere: s alla ricandidatura

L'inchiesta "Rimbosopoli bis" non cambia i piani del sindaco Rocchino Muliere, che sar alla guida della coalizione di centrosinistra alle elezioni amministrative del 26 maggio. Nell'opposizione prevale la linea garantista
NOVI LIGURE – L’inchiesta “Rimbosopoli bis” non cambia i piani del sindaco Rocchino Muliere, che sarà alla guida della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio. Muliere ieri – insieme ad altri 30 consiglieri regionali – ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini da parte della procura della Repubblica di Torino: saranno poi i giudici a stabilire l’eventuale rinvio a giudizio.

L’inchiesta riguarda l’utilizzo dei fondi assegnati ai gruppi politici del Consiglio regionale, negli anni che vanno dal 2008 al 2010. La posizione di Muliere è spinosa: non è tanto chiamato a rispondere delle spese a titolo personale, bensì come capogruppo di Ds-Pd, ruolo che ha svolto dal 2005 al 2010. Rischia, cioè, di dover pagare per fatti commessi da altri. Muliere stesso, nel confermare «la piena fiducia nel lavoro della magistratura», ribadisce che «non ho mai utilizzato il mio ruolo di consigliere regionale a scopo di arricchimento personale».

Ora il sindaco ha venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, produrre documenti o chiedere di essere sentito dal pubblico ministero. L’ipotesi di reato è quella di peculato e in caso di rinvio a giudizio, per Muliere si aprirà il processo: in virtù della Legge Severino, una condanna superiore ai due anni, anche se solo in primo grado, comporterebbe la sospensione dalla carica. «Nei prossimi giorni incontrerò la coalizione per compiere le dovute valutazioni in vista degli appuntamenti politici di fine legislatura e della campagna elettorale per il voto amministrativo – ribadisce Muliere – In questo periodo, come ho sempre fatto, non farò mancare il mio massimo impegno per affrontare i problemi della città».

Muliere era già stato coinvolto nella prima indagine Rimborsopoli, ma la sua posizione era stata archiviata (mentre in secondo grado sono state condannate 25 persone, tra cui l’ex governatore leghista Roberto Cota). L’opposizione in consiglio comunale, intanto, almeno a parole ha dichiarato la “non belligeranza”. «Sono un garantista – ha detto ad esempio il capogruppo della Lega Marco Bertoli – Per me non cambia nulla e ripeto quanto dissi in consiglio comunale in occasione della prima inchiesta: mi auguro che tutto si risolva e il mio giudizio sull’operato politico di Muliere è indipendente da queste vicende».
«Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura – ha affermato Fabrizio Gallo, capogruppo del Movimento 5 Stelle – Certo la posizione di Muliere è scomoda perché come capogruppo potrebbe ritrovarsi a dover rispondere di atti compiuti da altri consiglieri».
15/02/2019
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