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Novi Ligure

Robbiano: "Terzo Valico con un piano condiviso"

Il primo cittadino novese parla della discussa opera, dagli inizi sino all'eliminazione dello Shunt. Il prossimo passo? “In questi giorni avremo una riunione fra sindaci per preparare un piano condiviso che riguarda i collegamenti della aree logistiche e poi affronteremo la questione della circonvallazione di Serravalle”
NOVI LIGURE - Si perde nella notte dei tempi l’idea di collegare Liguria e Piemonte attraverso l’Appennino. Non vogliamo qui ripercorrere il susseguirsi di ipotesi che si sono fatte ma corre l’obbligo di partire dal 2005 quando il progetto del Terzo Valico dei Giovi diventa qualcosa di concreto e reale. Proprio nove anni fa il Governo decide sulla base di una legge nazionale, la cosiddetta Legge Obiettivo, che i Comuni devono accettare il passaggio della nuova linea.

“La questione destò non poca preoccupazione all’amministrazione comunale – dice oggi il sindaco Lorenzo Robbiano – Le alternative erano due: il puro e semplice “no” alla linea, non perché si era contro il trasporto ferroviario ma per l’impatto ambientale che l’opera determina oppure entrare nel merito della questione e cercare, analizzando il progetto di annullare o quanto meno limitare i danni che un’opera di tale portata può creare all’ambiente e, nel contempo, cercare di portare qualche vantaggio al nostro territorio in termini di posti di lavoro, di attività logistiche e di opere compensative. Si è deciso di intraprendere la seconda via elaborando un documento di settanta pagine che analizzava i problemi ambientali, idrici, geologici e facendo proposte alternative”.

Tra le proposte dell’amministrazione comunale di Novi era inserita quella dell’eliminazione dello “Shunt”, vale a dire del bypass ferroviario che doveva correre nella campagna che divide Novi e Pozzolo. Sono trascorsi anni ma quella proposta oggi è stata accolta senza se e senza ma. “Proprio così – continua Robbiano – Dall’incontro che abbiamo avuto a Roma la scorsa settimana con il ministro ai Trasporti Maurizio Lupi, per voce dell’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti è stato dichiarato che lo ‘shunt’ viene eliminato dal tracciato. Questo significa sette chilometri in meno di linea in sotterranea. Già nel 2005 il nostro Comune aveva segnalato che questo allungamento sarebbe stato devastante per il territorio. La nostra richiesta, è bene ricordarlo, era stata già accolta dal Cipe”.

L’amministrazione ha ottenuto un risultato importante ma al di là dell’aspetto tecnico-pratico che non ci saranno più questi sette chilometri, cosa significa una risposta di tale portata? “L’aver accolto la nostra proposta – sottolinea ancora Robbiano – ci offre la possibilità di ragionare sul resto del tracciato e di poter avanzare altre modifiche tecniche per migliorare la situazione nella nostra zona”. Ma perché l’amministrazione aveva focalizzato nello “shunt” il problema principale?
“La proposta di eliminare lo shunt era dettata anche dal fatto che questa deviazione tagliava di netto lo scalo merci di San Bovo. Oggi invece ci sarà la possibilità, entrando il Terzo Valico nella linea storica, di alimentare nuovamente San Bovo. Vuol dire avere attività logistiche sul territorio che portano posti di lavoro. È chiaro che lungo la linea storica occorreranno strutture mitiganti per il rumore. Ma oggi la tecnologia può dare un importante supporto a tale riguardo”.

Venerdì scorso la Cisl ha organizzato un convegno sul Terzo Valico al quale hanno preso parte anche Luigi Merlo, presidente del Porto di Genova e Sergio Migliorini della Cisl Liguria. Quest’ultimo ha dichiarato: “Senza Terzo Valico la Liguria rimarrebbe isolata e le merci non potrebbero uscire dal porto”. Luigi Merlo inoltre ha lanciato la proposta: “La bozza di riforma del ministro Lupi sulla governance delle Autorità Portuali è stata bloccata: introduciamo allora la possibilità per i territori di scegliere la governance migliore. Liguria e Piemonte insieme potrebbero rappresentare il territorio migliore per la sperimentazione”.

Ciò fa pensare che la Liguria e il porto vedano nel basso Piemonte una zona per lo sviluppo logistico, giusto? “Merlo, venerdì scorso – prosegue il sindaco – ha dichiarato che l’amministrazione novese ha lavorato bene. Inoltre Merlo prevede un aumento di lavoro in porto per l’importazione e per l’esportazione e ciò per l’entroterra, il retroporto, ovvero il nostro territorio, è decisamente una chance importante. Stiamo anche ragionando sulle opere di accompagnamento per le aree logistiche di Novi, Pozzolo e Tortona”.

Tornando all’incontro di Roma i sindaci del territorio hanno ottenuto un altro risultato: l’istituzione di un tavolo per gli enti locali. “Sì, è vero. Anche l’accoglimento di questa richiesta è importante perché permette di ragionare sul progetto di sviluppo del territorio. Questo va a coronamento di un percorso che, senza il lavoro degli enti locali, non ci sarebbe stato. I sindaci hanno trovato una visione unitaria che, nel tempo, ci ha permesso di ottenere risposte come a esempio il protocollo amianto che prevede un piano di lavoro che viene aggiornato man mano che si procede negli scavi. Tale piano sarà anche adottato in futuro per altre situazioni in Italia”.

Tolto lo “shunt” il tracciato dove passerà nel nostro territorio comunale? “Al momento rimane il tracciato che passa dal basso Pieve e poi procede per Pozzolo”. Quale è il prossimo step? “In questi giorni avremo una riunione fra sindaci per preparare un piano condiviso che riguarda i collegamenti della aree logistiche e poi affronteremo la questione della circonvallazione di Serravalle”.



23/03/2014
Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info
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