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Alessandria

Rossa ritira l'ordinanza sui conferimenti nella cava: "non era più sostenibile"

Possono riprendere i conferimenti di materiale proveniente dagli scavi del Terzo Valico alla cava Clara e Buona di Alessandria. Le relazioni tecniche escluderebbero la contaminazione del sito. Rossa: "l'ordinanza non è più sostenibile e verrebbe annullata dal Tar". A dare man forte al sindaco è arrivato da Torino Sergio Chiamparino: "quell'ordinanza ha innescato un meccanismo di maggiori controlli". Il premier sollecita il commissariamento di Cociv
ALESSANDRIA - Ha detto di essersi "sentita sola" quando il 29 novembre scorso ha firmato l'ordinanza per bloccare il conferimento di terre da scavo nella cava Clara e Buona. Un po' meno sola ieri quando il sindaco Rita Rossa ha annunciato di ritirare quell'atto. "Alla luce delle relazioni tecniche - ha detto dopo un vertice in prefettura - l'ordinanza diventa insostenibile". Possono quindi riprendere i conferimenti di materiale proveniente dagli scavi del Terzo Valico nel sito alessandrino.
A fianco del sindaco, a dare l'annuncio, c'erano il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino, il prefetto Romilda Tafuri, l'assessore regionale all'ambiente Giuseppina De Santis e il commissario Iolanda Romano.

L'ordinanza fu "un atto assunto in forza del principio di precauzione", ricordano il primo cittadino e il governatore, visto che non stava scritto da nessuna parte cosa contenessero quelle terre. L'ordinanza, tuttavia, ha rappresentato un passo che, come sottolinea Chiamparino ha "innescato un meccanismo di maggiori controlli" sui conferimenti. 
La relazione tecnica ribadisce che "I risultati delle indagini analitiche e dei sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi forniscono idonea rassicurazione che all’interno e a valle della cava Clara e Buona di Alessandria non ci sono contaminazioni tali da rappresentare un pericolo per la salute pubblica e per l’equilibrio di corrette condizioni ambientali".  Nello smarino non ci sarebbero quindi né schiuomogeni chimici né amianto sopra i limiti consentiti dalla legge. La politica si è adeguata, quindi. 
Ci si attende ora che Cociv ritiri, a sua volta, il ricorso al Tar e la richiesta di danni a al Comune. "Sostenere l'ordinanza del 29 novembre avrebbe comportato anche costi aggiuntivi legali per il comune – aggiunge Rossa – oltre al fatto che lo stesso Tar l'avrebbe annullata". Senza un sito dove mettere le terre, l'avanzamento degli scavi sarebbe stato a rischio. "Abbiamo tenuto conto anche delle ricadute occupazionali sul territorio" fa presente il sindaco.
Sono arrivate rassicurazioni anche sulla difesa spondale - questione sollecitata dal Movimento 5 Stelle - che "andranno di pari passo con il conferimento di terra". 
Resta il fatto che "a due mesi dall'annuncio non è ancora stato nominato un commissario di Cociv e il trasferimento dell'osservatorio ambientale da Roma ad Alessandria non si è ancora concretizzato", approfitta per dire Chiamparino. "La procedura è in corso", assicura però il Prefetto.
Aggiunge il commissario Iolanda Romano: “La riapertura della cava non solo consente la ripresa dei lavori, ma testimonia anche l’efficienza del sistema di controlli e di monitoraggio dell’ambiente. Un ringraziamento particolare va alle decine di tecnici che quotidianamente lavorano in squadra sul territorio, al fine di garantire la sicurezza di tutti, dentro e fuori i cantieri. È grazie a loro che possiamo tenere alta la guardia, prevenire e gestire le criticità che la realizzazione di un’opera come il Terzo Valico può comportare. Un analogo sforzo è svolto anche da tutti gli uffici competenti in termini di informazione e di trasparenza nei confronti dei cittadini”. 

9/02/2017
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