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Provincia

Elezioni provinciali, ma quali programmi?

Due candidati alla presidenza, tre liste. Nessun obbligo di depositare un programma. I candidati indicano linee guida, ma sembra impossibile fare progetti a lungo termine fino a quando la Regione non stabilirà quali funzioni attribuire alle nuove province e, soprattutto, senza soldi a bilancio
PROVINCIA – Due candidati alla presidenza, tre liste. L'ufficio elettorale della provincia di Alessandria ha completato le operazioni di verifica e dato il via libera per l'ammissione dei candidati. A votare saranno, secondo quanto previsto dalla legge di riordino delle province, i consiglieri comunali e i sindaci dei comuni: 2.113 elettori in tutto. I consiglieri del nuovo organismo di governo saranno 12. Le liste ammesse: Uniti per la Provincia (candidata alla presidenza Rita Rossa); La Provincia dei Comuni (candidato alla presidenza Paolo Boraso); Democrazia e Partecipazione, che non propone nessuno alla presidenza.
La legge stabilisce che la presidenza dovesse essere affidata ad un sindaco eletto. Da qui la scelta per il sindaco del capoluogo Rita Rossa, per la lista presentata dal Pd con l'appoggio di Moderati e Sel e di Baolo Borasio, sindaco di Castelletto Monferrato, appoggiato dal centro destra.
Di queste elezioni di secondo grado si è contestato il sistema elettorale, che attribuisce agli elettori dei grandi comuni un peso pari a 30 volte tanto quello dei piccoli comuni; si è rilevato il peso che, di fatto, tornano ad avere i partiti. A conti fatti, Rita Rossa dovrebbe avere la strada spinata, in quanto i maggiori centri zona sono governati dal centro sinistra ed hanno, quindi, un maggior numero di consiglieri comunali/elettori.
Nessuno però, ha parlato finora di programmi, nonostante manchino due settimane al voto. Quanto conteranno i progetti e le idee nel nuovo governo dell'ente?
Il punto sembra essere che, fare programmi – al di là delle indicazioni di linee di indirizzo – potrebbe essere un vano esercizio. La legge di riordino ha infatti indicato solo le tre funzioni che la provincia dovrà continuare a svolgere (manutenzione scolastica, manutenzione stradale, ecologia). Spetterà alle Regione, che tornano ad essere “titolari” di tutte le altre funzioni (dalla formazione, alla cultura, solo per fare due esempi) decidere quali attribuire alle neo province. Senza contare, poi, ai problemi di bilancio per cui lo Stato ha di fatto azzerato i trasferimenti.
“L'obiettivo non può che essere quello di creare una rete comune che offra strumenti di supporto alle municipalità – dice il candidato Rita Rossa – penso ad esempio agli uffici tecnici che hanno competenze che possono mettere a disposizione dei comuni che, invece, non le hanno”.
In ballo non c'è solo la legge che ha “soppresso” le province (le virgolette sono d'obbligo, perchè di fatto l'ente provincia continuerà ad esistere), ma anche la riforma delle amministrazioni che impone un processo di fusione tra i piccoli centri i quali dovranno gestire una serie di funzioni aggregandosi con altri comuni.
“E' un processo complesso che va governato – conferma il candidato Rossa – e la Provincia deve avere un ruolo di coordinamento”. Certo, non sarà più l'ente di Filippi: “Ha fatto tantissimo, il rifacimento della rete viaria principale, solo per fare un esempio. Ma oggi siamo di fronte a tagli pesantissimi. Per Alessandria sono venuti a mancare 4 milioni di euro negli ultimi anni. Con la parte attiva del bilancio si può solo coprire le spese di gestione, ma i servizi, per ora, sono gli stessi di prima”.
Punta, quindi, ad un ruolo di regista, di coordinamento tra Regione e piccoli Comuni la Provincia disegnata da Rita Rossa. “In carico a palazzo Ghilini dovranno restare alcune funzioni, oltre a quelle previste dalla legge. Penso a d esempio al turismo e alla promozione. Dovremo quindi farci promotori presso la Regione affinché proceda in questo senso”.
Già pronto un calendario di appuntamenti in diversi centri zona: mercoledì 1 ad Ovada, Alessandria (il 2 alla taglieria del Pelo con l'assessore Regionale) il 6 a Casale.
Anche il programma di Paolo Borasio è in via di definizione. Alcune indicazione erano già giunte dal comunicato che annunciava al sua candidatura: si parre dalla qualità dei servizi e delle infrastrutture nell'ambito provinciale ad iniziare dall'edilizia scolastica, dalla viabilità e dal trasporto locale, con un miglior equilibrio all'interno delle diverse sub-aree provinciali. Ma anche un ruolo di “raccolta fondi” grazie ad “una partecipazione più incisiva ai programmi di sviluppo co-finanziati con i Fondi europei tramite la Regione sia con proposte proprie sia con imprenditori del territorio”. L'assetto idrogeologico è tra le prirità ma, in assenza di risorse, si punta ad una “rivendicazione di una programmazione condivisa degli interventi idrogeologici a difesa del suolo, in una provincia ove i rischi naturali sono maggiori rispetto ad altre realtà piemontesi”.
Anche la Provincia di Borasio punterà ad una “riorganizzazione delle competenze tra Provincia, Regione e Comuni all'insegna della economicità ed efficienza con una chiara suddivisione di compiti e la conseguente attribuzione di risorse e di personale a cui va dato una prospettiva di lavoro e di responsabilità ed un ruolo di maggior ascolto e sostegno verso i Comuni soprattutto per le iniziative che riguardano ambiente e territorio”.
Tale ruolo di coordinamento dovrà essere messo in campo anche “per lo sviluppo turistico valorizzando bellezze naturali, beni culturali, termalismo, enogastronomia e attività commerciali delle varie zone”.
29/09/2014
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