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Provincia

La Filippa 2.0: procedimento ancora sospeso, "ma crescono le domande sul progetto"

In attesa di riavviare il procedimento autorizzativo, il portale informativo si arricchisce di nuove domande e risposte raccolte dagli incontri svolti con un centinaio di cittadini. La comunicazione arriva dall'azienda sul progetto di discarica e successivo recupero dell'area tra Frugarolo e Casal Cermelli. Le principali domande sono sulla "tipologia di rifiuti e sulla quantità". Di contro proseguono gli incontri del comitato "Torrente Orba" contro la discarica
PROVINCIA - E' la società La Filippa 2.0 a presentare un resoconto dell'attività di informazione sul progetto di discarica e successivo recupero dell'area tra Casal Cermelli e Frugarolo in località Pitocca. Un progetto il cui iter autorizzativo è – ad oggi – ancora sospeso, “proprio per consentire ai proponenti di predisporre ulteriori contributi finalizzati al consenso sociale” come era già stato annunciato mesi fa da Massimo Vaccari, amministratore unico dell'azienda.

Se da un lato quindi l'iter in Provincia è ancora in “stand by”, dall'altro sembra cresce l'interesse e la voglia di avere “le idee più chiare” su cosa davvero sia questa discarica di soli rifiuti non pericolosi a servizio dell'economia circolare per il riutilizzo a fini turistico ricreativi in un successivo momento con la creazione del progetto “Minipò”.

Il portale informativo – con oltre 3.000 visite - si arricchisce di nuove domande e risposte raccolte dagli incontri svolti con un centinaio di cittadini. “Il portale, realizzato su richiesta delle pubbliche amministrazioni di Frugarolo e Casal Cermelli, ha visto infatti oltre 3.450 visite e circa 8.300 pagine consultate e 10.000 files visualizzati o scaricati, dove sono ben descritti i progetti”. Il costante e frequente accesso al portale informativo è andato di pari passo con l’attività di incontri con i cittadini svolti sul territorio da Massimo Vaccari e dai suoi collaboratori: “una vera e propria azione di ascolto e dialogo con un centinaio di persone che hanno interagito in piccoli gruppi di circa 4-8 persone, ponendo all’attenzione dei proponenti questioni aperte, dubbi e timori intorno al merito del progetto”.

Le domande più frequenti sono state sui rifiuti di questa discarica: quantitativi e tipologie, soprattutto. Che si vanno a mano a mano aggiungendo alle 32 già presenti (con relative risposte) sul portale informativo appositamente creato. Quali sono i rifiuti che verranno utilizzati? Da dove provengono? “Il progetto esclude (vieta) l’utilizzo di rifiuti pericolosi, putrescibili, provenienti da cicli di produzione industriale e di rifiuti urbani tal quali. Gli unici rifiuti ammessi sono 10 tipologie di scarti non riutilizzabili ben individuate e conosciute, provenienti da impianti di trattamento meccanico a servizio dell’economia circolare ( riduzione - riutilizzo - riciclo - recupero).
Composizione merceologica dei rifiuti ammessi:
  • Frazioni miste di carta plastica, legno, vetro e simili non separabili e quindi non riutilizzabili.
  • Compost (ammendante agricolo) non utilizzabile in agricoltura a causa della presenza di frazioni di plastica, gomma, vetro e simili.
  • Frazioni miste (non separabili) di carta, plastica, graffette di ferro e simili presenti nei prodotti di carta e cartone (libri, quaderni, materiali per imballaggio…).
  • Sabbia, terre e rocce, inerti (ovviamente non contenenti amianto).
  • Fanghi composti da sabbie e limi contenuti nelle acque da destinare ad uso potabile.
  • Materiale filtrante utilizzato per depurare e chiarificare le acque potabili. 
Provenienza dei rifiuti ammessi:
  • Impianti che trattano meccanicamente (triturazione, vagliatura, cernita e selezione) i rifiuti differenziati ai fini del recupero di materie prime valorizzabili.
  • Impianti di trattamento meccanico di carta e cartone per il riciclo della cellulosa.
  • Impianti di potabilizzazione delle acque.
  • Cantieri edili.
E ancora: Le tipologie di rifiuti potranno aumentare? “Le tipologie di rifiuti non possono aumentare né modificarsi perché sono state scelte in base alla loro specifica composizione merceologica a cui è vincolato il risultato complessivo del progetto di riqualificazione. Pertanto l’approvazione del progetto renderà obbligatorio l’utilizzo di soli rifiuti afferenti a tale merceologia.

Ma anche sull'area sulla quale dovrebbe nascere la discarica ci sono dubbi: è a rischio di esondazioni? “Il Progetto è conforme al PAI (Piano Assetto Idrogeologico). Inoltre gli studi dell'AIPO (Agenzia Interregionale del Fiume Po) dimostrano che le aree interessate dal progetto non sono esondabili. Peraltro la questione era stata valutata - da tecnici esperti - già nella fase di studio preliminare di fattibilità dell'iniziativa. Se le aree fossero esondabili il proponente non avrebbe certamente investito denaro nell’elaborazione di un progetto non approvabile.

Incontri che proseguiranno anche nei prossimi mesi. Ai quali fanno da contraltare quelli già organizzati dal Comitato “Torrente Orba” - nei comuni interessati - nato contro il progetto e sostenuto da Legambiente e Pro Natura, Comitato “Vivere a Predosa”, Comitato “Sezzadio per l'Ambiente”, Comitato “Alessandria – No amianto del Terzo Valico” e Medicina Democratica. Il prossimo incontro con cittadinanza e amministrazioni comunali è previsto per venerdì 5 aprile alle ore 21 a Bosco Marengo.
22/03/2019
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