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Alessandria

“Risparmiamo sulle sedi provinciali per scaldare le scuole”

I rappresentanti sindacali dei dipendenti provinciali hanno incontrato i dirigenti scolastici: “stiamo con gli studenti e vogliamo spiegargli che non siamo noi la causa della rovina del Paese. Uniamoci per risvegliare le coscienze”
PROVINCIA - Scuole senza riscaldamento e precari senza lavoro? “sentiamo su di noi il peso della demolizione a cui sta andando incontro questo Ente”. A dirlo sono i rappresentati sindacali dei dipendenti provinciali, Stefano Cavanna, Pino Scafaro e Gianmario Badino (nella foto), che hanno voluto incontrare i dirigenti scolastici. Si sono presentanti solo in quattro, ieri mattina, a palazzo Ghilini: i rappresentanti dell'istituto Vinci di Alessandria, del Leardi di Casale, del Ciampini di Novi e dell'istituto superiore di Ovada. Era assente tutto il mondo politico, “che sta conducendo la battaglia su un altro piano”, dicono i sindacati.
Ma è comunque il primo passo verso una strada comune che i sindacati intendono intraprendere: “vorremmo incontrare gli studenti, le famiglie, per spiegare loro il ruolo della Provincia, i servizi che eroghiamo e che sono a rischio”.
Hanno un'idea i dipendenti pubblici della provincia che si sentono il capro espiatorio di un sistema che sta franando: “il decreto Monti prevede che gli enti locali possano recedere senza penali dai contratti di locazione. La Provincia spende ogni anno 260 mila euro di affitto, più le spese di mantenimento, per un palazzo sicuramente prestigioso, palazzo Guasco. In tempi diversi era possibile per l'ente farsi carico del mantenimento di un palazzo storico, ma ora non più”. Con quei fondi, spiegano ancora, “potremmo prorogare di un altro anno i contratti ai colleghi precari che a fine anno saranno lasciati a casa e destinare qualche cosa per il riscaldamento delle scuole”. Non solo: “perchè svendere poi un patrimonio pubblico, come la sede di via Porta, ristrutturata dopo l'alluvione e funzionale, per continuare a pagare un canone di locazione per palazzo Guasco?”
Potrebbe diventare un “urlo” comune quello degli “ultimi”. Come i dipendenti provinciali, penalizzati in quanto dipendenti ma anche come “cittadini”, anche il mondo della scuola di sente sotto pressione: “noi siamo quelli che pagano i disservizi di tutti, comune, provincia, regione e stato”, dice il vice preside dell'istituto Vinci.
Nell'istituto di vai Trotti, come ad Ovada, Casale e Novi, il problema del freddo, del “comfort termico” che non c'è, è uno dei punti più dolenti. Ma non solo: “ad oggi non possiamo iniziare alcune attività perchè non sappiamo a quanto ammonta e se esiterà ancora il fondo di istituto”, dice la rappresentante del Ciampini di Novi. C'è la consapevolezza che “ai nostri ragazzi rischiamo di non poter garantire un futuro”.
Dall'incontro ne esce una strategia comune: “intanto, come Rsu saremo presenti oggi, con gli studenti, alla manifestazione in programma”, dicono i rappresentanti sindacali. E' passata anche l'idea di un nuovo incontro tra i due mondi, quello del lavoro a rischio e quello della scuola, durante le diverse assemblee di istituto. "Se non siamo noi, cittadini, a svegliarci e a prendere l'inziativa non ne usciremo mai", concludono i sandacati. Che sia la volta buona?
30/11/2012
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