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Opinioni

Smog and the city

Piove – anzi proprio non vuol piovere – ma il governo è sempre ladro. Ovvero: come applicare, ad un deterioramento ambiental-sanitario subdolamente crescente, un approccio tanto litigioso quanto consapevolmente inefficace, dimostrativo...

pioOPINIONI - Piove – anzi proprio non vuol piovere – ma il governo è sempre ladro.

Ovvero: come applicare, ad un deterioramento ambiental-sanitario subdolamente crescente, un approccio tanto litigioso quanto consapevolmente inefficace, dimostrativo.

Gioco facile, quando l’orizzonte del guaio è confinato, di necessità condivisa, nella breve prospettiva delle prossime elezioni. Allorché è d’obbligo, come da tradizione, confrontarsi politicamente non con le dimensioni di un problema, ma con una platea mobile di prossimi convocati alle urne. E tanto più, ove occorra altresì premunirsi dall’eventualità di imbattersi in un magistrato curioso di atti conseguenti all’allarme sociale dilagato.

Evocata l’incognita elettorale e, a seguire, quella giudiziaria (quella sanitaria arranca più sul piano teorico e statistico che su quello individuale), è facile capire perché logica e prassi  della rissa politica prendano il deciso sopravvento su ogni discorso appena più meditato, documentato e scaglionato (seriamente) nel tempo.

Imputato principale, ancora il traffico motorizzato; contromisura transitoria, quasi obbligata, il contenimento degli accessi ai centri storici (targhe alterne) o il blocco temporaneo della circolazione, talora accompagnato dal lavaggio strade. Tratti comuni: la consapevole, limitata efficacia in termini  di puntuale risanamento atmosferico ( del resto che altro si può fare nell’immediato) e un’accoglienza venata di polemiche da parte dell’utenza e/o delle attività coinvolte ( più i disagi, si proclama,  che il vantaggio ambientale effettivo).

Morale, prendono tutti a cantare, intonati e stonati: basta con le ordinanze-tampone e le grida inconcludenti, occorre pensare  a misure plurime, coordinate e autorevoli di risanamento dell’aria. Fiocchino le proposte, si attivino tavoli di studio, si convochino le “autorità competenti” ..e soprattutto si facciano voti (se non proprio le vecchie processioni ad petendam pluviam) perché il meteo ci porti finalmente un po’ di sano maltempo sommovitore.

In ogni caso, alla fine – come si dice che rincuorasse i suoi il “divo” Andreotti – tutto s’aggiusta!

 Molti di quei politici che oggi gridano più forte – e propongono di impalare qualche sindaco, possibilmente di partito avverso – sono quelli che, nei modi più  soavi, si sono adoperati negli anni scorsi per rallentare, addolcire o rendere inoffensive le norme ambientali e di governo del territorio che, fortunosamente, arrivavano nelle assemblee legislative.

Per intanto, sembra di arguire in questo passaggio d’anno, visto che i fattori di degrado atmosferico sono, e sono riconosciuti come diversi e di vario impatto, conviene per intanto alleggerire , ricondurre nei giusti (?) limiti  la “pressione isterica” sul traffico  autoveicolare in città e sulle grandi arterie: non facciamoci del male da soli, con limitazioni inconsulte e sull’onda dell’ecologismo di maniera .

Certo, il problema incombe, ma dateci, diamoci il tempo di ragionare ai (maledetti) 360 gradi.

31/12/2015
Dario Fornaro - Redazione Appunti Alessandrini - redazione@alessandrianews.it
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