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Sanità

Spesa farmaceutica: Alessandria bocciata, ma in miglioramento

La Regione Piemonte ha completato l'analisi sulla spesa farmaceutica nelle Asl e Aso del territorio e impone un taglio del 3,2% sulle prescrizioni di quella convenzionata. "Le Asl fanno meglio delle aziende ospedaliere - dicono dall'assessorato". L'Asl della Provincia di Alessandria è nella "lista nera"
SANITA' -  Le Asl fanno meglio delle Aso, aziende ospedaliere, in fatto di risparmi sulla spesa farmaceutica, ma l'Asl di Alessandria finisce ugualemnte sulla "lista nera" di quelle poco virtuose. 
I dati sono contenuti in una alalisi ricognitiva voluta dalla nuova giunta regionale di Chiamparino di cui l'assessore alla Sanità Antonio Saitta ha riferito ieri davanti al governo piemontese. L'obiettivo,  a livello regionale, è quello di ridurre la spesa del 3,2%.
"Quella per la farmaceutica in Piemonte è una delle grandi voci di spesa all'interno del bilancio regionale della sanità, con una percentuale del 15% che significa 1,2 miliardi di euro. Come per molte altre voci, anche questa ha risentito per troppo tempo di una costante assenza di controllo, al punto che la nostra Regione continua a figurare come inadempiente nei confronti del Ministero che fin dal 2010 ci ha dettato - finora purtroppo inutilmente - regole chiare all'interno del piano di rientro dal debito sanitario", ha premesso Saitta.
Solo da un anno l'assessorato ha avviato (grazie al lavoro dei tecnici di Agenas) l'analisi puntuale di questi costi ed oggi finalmente la Regione Piemonte non solo è in grado di conoscere al dettaglio i flussi di spesa farmaceutica sia territoriale che ospedaliera, ma abbiamo anche concluso i confronti personalizzati con le singole Asl e le aziende sanitarie per verificare i margini di miglioramento che ora devono obbligatoriamente essere adottati.
"Su molte voci della spesa farmaceutica c’è spazio per risparmiare molti milioni di euro partendo dalla consapevolezza dell’appropriatezza delle prescrizioni, che deve migliorare sia da parte dei medici ospedalieri sia dei medici di base, chiamati ad aiutare i pazienti a non farsi condizionare dalle pressioni del consumismo farmaceutico".
"I cittadini hanno bisogno che i loro medici di base li aiutino a cambiare mentalità. La Regione non ha alcuna intenzione di fare la parte dei “ragionieri del farmaco”, ma sentiamo forte l'esigenza, nella quotidiana battaglia per ridurre la spesa sanitaria, di essere sostenuti dai medici anche nella voce relativa alle prescrizioni di farmaci".

La farmaceutica si divide in due macro voci di spesa, quella territoriale e quella ospedaliera. "Nella prima il Piemonte si comporta a livello nazionale abbastanza bene e deve però rispettare i parametri di taglio imposti dal Piano di rientro, mentre nella seconda voce siamo tra i peggiori in Italia", afferma l'assessore.
Vediamo le cifre: per l'anno 2014 il tetto di spesa della farmaceutica territoriale è stato fissato per il Piemonte 827,8 milioni di euro (con una riduzione complessiva del 3.36% rispetto alla spesa dell'anno precedente: nel 2013 la spesa era di 856,6 milioni), di cui 637,8 milioni per la solo spesa farmaceutica convenzionata che quest'anno quindi deve quindi diminuire del 3.2%

Dall’analisi dei flussi di spesa del primo semestre e dalla proiezione fino a fine anno, emerge che in Piemonte troviamo territori che stanno risparmiando come Cuneo, Novara, Biella, Vercelli e Vco, mentre Torino è gravemente inadempiente ed Alessandria e Asti sono inadempienti, ma in lento miglioramento: se non si cambia rotta, a fine anno non solo non avremo raggiunto l’obiettivo di spendere solo 827.8 milioni di euro per la farmaceutica territoriale, ma lo avremo superato di almeno 20 milioni di euro.
Passiamo alla spesa della farmaceutica ospedaliera: per l’anno 2014 il tetto di spesa è stato fissato per il Piemonte a 390 milioni di euro (con una riduzione complessiva del 4.2% rispetto alla spesa dell'anno precedente: nel 2013 è stata di 407,2 milioni).Qui la situazione è difficile, perché il nostro trend di spesa è tra i più alti d'Italia (peggio di noi fa solo la Puglia).
"Questa voce è difficile da controllare perché le Asl e le aziende ospedaliere finora non hanno mai collaborato nella diffusione dei dati: di fatto mancava quasi completamente il rendiconto della spesa farmaceutica ospedaliera e quindi non si potevano esercitare controlli, ma soprattutto nessuno all’interno degli ospedali aveva chiari questi dati".
Per l'anno in corso invece di restare nel tetto di spesa di 390 milioni di euro, quasi certamente arriveremo a 415 milioni. Le aziende che avrebbero dovuto tagliare maggiormente questa voce erano principalmente le sedi universitarie (Novara e Torino) ma anche Asti, Vercelli e Vco.
Per rispettare nel prossimo futuro questi parametri gli strumenti ci sono e per la verità c’erano già. Si tratta di utilizzare una procedura chiamata File F (usata da anni in altre Regioni): un tracciato che contiene le informazioni relative alla fornitura e somministrazione di un farmaco ad un paziente da parte di una struttura ospedaliera o territoriale e che permette la compensazione del costo con l’Asl di residenza del paziente. Si tratta di uno strumento che consente di tracciare la filiera di un farmaco, garantendo al paziente la continuità della cura e all’azienda il riconoscimento delle spese sostenute, una maggiore appropriatezza nei consumi e quindi, per alcune tipologie di farmaco, un risparmio sulla spesa farmaceutica convenzionata.
Della procedura FILE F si parlerà in un convegno venerdì prossimo, nell’Aula magna della Città della Salute e della Scienza, in un convegno interregionale, alla presenza dei medici ospedalieri, oltre che dei vertici delle Aziende sanitarie regionali: il loro coinvolgimento è indispensabile per cambiare verso alla spesa farmaceutica in Piemonte.
30/09/2014
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