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Opinioni

Un disgelo economico

Un’altra pagina importante di storia contemporanea è stata scritta. Il 21 marzo 2016 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è recato in visita a Cuba...
OPINIONI - Un’altra pagina importante di storia contemporanea è stata scritta. Il 21 marzo 2016 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è recato in visita a Cuba, segnando definitivamente il riavvicinamento tra le due nazioni storicamente ostili. L’inizio di questa apertura si era visto già nel 2014, quando Obama, dopo uno scambio di prigionieri, si era dichiarato disponibile a rivedere lo status internazionale di Cuba come “Paese terrorista”. Questo allentamento di tensione si deve all’incessante azione diplomatica del Canada e soprattutto del Vaticano, come ricordato dal Presidente USA; infatti Papa Francesco aveva visitato l’isola nel settembre dello scorso anno. Le rispettive ambasciate hanno riaperto nei due Paesi e ora la fine dell’embargo commerciale non sembra lontana, ma tocca al Congresso statunitense decidere e la maggioranza è dei Repubblicani che ancora non vedono di buon occhio i cubani.
Il Presidente Raul Castro ha iniziato da qualche anno una riforma dell’economia che ha come principale obiettivo l’entrata in circolo di capitali stranieri, tali investimenti risolleverebbero la finanza dell’isola che risente della crisi in cui versa il Venezuela, suo principale partner commerciale. L’opinione pubblica internazionale ha letto queste manovre come un avvicinamento di Cuba al capitalismo, ma probabilmente si tratta di un’analisi troppo affrettata: il governo e le istituzioni dell’isola rimangono fortemente legate al socialismo a cui si ispirano da più di mezzo secolo, tuttavia è innegabile un’inversione di rotta in politica estera, le cui conseguenze ricadranno su quella interna. Nel corso della visita di Obama si sono toccati vari temi tra cui, ad esempio, la possibilità di portare internet a l’Avana e sarebbe già pronto un contratto con Google, se poi terminasse “el bloqueo”, cioè l’embargo, il mercato cubano, povero e arretrato, costituirebbe una preda assai appetibile per le aziende americane. I cubani godono di una maggiore libertà: possono viaggiare, fino a ventiquattro mesi, e sono consentiti alcuni scambi commerciali svincolati dallo stato. L’ultimo segnale di questo cambiamento è stato il concerto gratuito dei Rolling Stones del 25 marzo nella capitale, che ha raccolto più di duecentocinquantamila spettatori di tutte le età, desiderosi di ascoltare la musica rock proibita fino a poco tempo fa.
Obama ha parlato di “seppellire la Guerra Fredda”, pur precisando che rimangono punti di divergenza con il governo castrista, specialmente per quanto riguarda i diritti umani. Il lìder maximo, Fidel Castro, ha definito “da infarto” le parole del presidente statunitense rimarcando che anni di embargo, attacchi e aggressioni non si dimenticano e ha sottolineato come Cuba non abbia bisogno “di regali dell’impero”. Le dure parole dell’ex Presidente ottantanovenne dimostrano come l’orgoglio della nomenclatura socialista non sia scomparso a favore del riavvicinamento che pure giova alla nazione. Non si tratta dunque di un passo indietro o di una dimostrazione del fallimento dell’esperienza socialista sull’isola che sicuramente non volgerà al termine in breve tempo, almeno finchè a governare ci sarà Castro. Il fenomeno Cuba è controverso e la sua interpretazione è fortemente influenzata dalle idee politiche personali, tuttavia credo che la manovra di apertura verso gli Stati Uniti sia evidente e ridimensioni, ma non seppellisca, la Guerra Fredda che formalmente è terminata nel 1989, ma presenta lunghi strascichi ancora oggi. Non ritengo, però, che si possa parlare di fine del comunismo a Cuba perché le riforme economiche non intaccano le istituzioni socialiste, ma mitigano l’influenza ideologica sulla politica. Cuba godrà di una posizione più prestigiosa a livello internazionale e la zona caraibica sarà meno calda, ma l’isola rimarrà un baluardo socialista come dimostrano anche le immagini di Ernesto Che Guevara che ovunque ricordano il guerrigliero simbolo della Rivoluzione.
30/03/2016
Edoardo Prigione - redazione@alessandrianews.it
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