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Cultura

Valentina Biletta: "Insegno in carcere la passione per l'arte"

Valentina Biletta, si occupa da quasi vent’anni di illustrazione per l’infanzia e laboratori d’arte per bambini. Sua è anche l’illustrazione che rappresenta “La torre di carta”, la Fiera del Libro e degli illustratori che si svolge a Novi Ligure. L'artista sta seguendo un laboratorio d'incisione nella casa di reclusione alessandrina
CULTURA - Valentina Biletta, si occupa da quasi vent’anni di illustrazione per l’infanzia e laboratori d’arte per bambini.
Ha illustrato per varie case editrici italiane tra cui Feltrinelli, Garzanti, De Agostini, Il Sole24Ore; tra gli ultimi albi pubblicati ricordiamo “Il sindaco e l’albero” per Lineadaria edizioni, e “Fiori e Sassolini” per Paolo Acco; una sua illustrazione è uscita sul numero di Novembre 2012 del prestigioso magazine di Terre di Mezzo.
In qualità di autrice, ha pubblicato vari libri di creatività per la casa editrice Edizioni del Baldo, “Creatività con Carta, Cartone e Plastica” insieme a Michela Sammarco per Edizioni Erikson, vari libri di educazione all’immagine per la Pearson Paravia Bruno Mondadori e, nel 2003, “Conoscere e usare i colori con i bambini” per le edizioni Sonda. Ha collaborato con la rivista Leggendo Leggendo delle edizioni Il Battello a vapore.
L’anno scorso, ancora con Pearson Paravia, ha pubblicato “Emozioni a colori”.
Tiene corsi di aggiornamento per insegnanti ed educatori, proponendo varie tecniche artistiche, attività creative con materiali di riuso e tecniche di stampa. In questo momento segue un progetto di laboratori di incisione presso la casa di reclusione di Alessandria.
Sua è anche l’illustrazione che rappresenta “La torre di carta” ovvero la Fiera del Libro e degli illustratori che si svolge a Novi Ligure ogni secondo sabato del mese.
Di prossima uscita il primo volume di una nuova collana di libri di arte per bambini dal titolo “Animali con occhi d’artista” per Valentina Edizioni.

Valentina, lei è un’artista davvero poliedrica: da cosa nasce la sua passione per le illustrazioni e per i libri scultura?
La passione per l’illustrazione si è rivelata nel tempo: ho sempre amato le figure nei libri e ricordo con precisione le illustrazioni che più mi affascinavano da piccola… Solo dopo molti anni, e solo dopo averci girato intorno più e più volte, ho capito che illustrare libri era l’unica cosa che veramente desideravo fare.
Il libro d’artista è capitato così, quasi per caso, l’anno scorso, quando mi si propose di partecipare ad un concorso di libri d’artista… è stato amore a prima vista e penso che sia una delle cose più divertenti che si possano fare… editorialmente….

Parliamo del suo lavoro con i bambini: quanto è importante “maneggiare” l’arte per l’educazione e la crescita dei più piccoli?
in una parola direi che è fondamentale. L’arte non deve essere fine a sé stessa, ma deve aiutare a leggere con più attenzione il mondo ed è bene imparare a farlo sin da bambini. Lo sguardo di un artista, di mille artisti, ci permette di avere più fiducia nel nostro pensiero, di capire che non esiste un solo punto di vista e di guardare con un occhio più attento ciò che ci circonda.

La scuola italiana è quotidianamente nell’occhio del ciclone. Lei interagisce spesso con insegnanti e alunni: siamo davvero messi così male?
Penso che la scuola, al momento, dipenda troppo dal singolo insegnante, dalla sua voglia e dal suo entusiasmo. Ho visto classi meravigliose con insegnanti meravigliosi e altre no. Sarebbe bello se ci fosse un metodo base che potesse tramandare l’amore per la cultura e la conoscenza e contribuisse alla crescita personale sin dai primi anni di scolarizzazione.

Lei usa la tecnica della xilografia, ci può spiegare in cosa consiste?
La xilografia è la prima tecnica di illustrazione del libro stampato, è un’incisione a rilievo sul legno dove resta in superficie la parte che va stampata e in cavo quella che resta bianca. Il rapporto tra il lavoro dell’artista e il legno genera un segno pulito e vigoroso.

I lavori di un artista sono l’espressione di ciò che ha dentro e l’arte è un potente mezzo di comunicazione. Qual è il messaggio che vorrebbe far arrivare al suo pubblico?
Non so se ho un messaggio preciso, forse vorrei che ci accorgessimo un po’ di più della bellezza in tutto ciò che ci circonda: oggetti, gesti, luci… ombre.

Lei una volta ha detto: “non bisogna pagare per esporre il proprio lavoro, non ho mai visto un operaio pagare per lavorare”. Quindi anche lei è contraria all’editoria a pagamento?
Beh, sicuramente! la pubblicazione di un libro è un impegno corale, faticoso da ogni punto di vista, sia lavorativo che economico, soprattutto per le piccole case editrici, però il lavoro va riconosciuto a tutti.

Ha illustrato per case editrici importanti come Garzanti, Feltrinelli, De Agostini che costituiscono il sogno, il traguardo della maggior parte degli autori esordienti. Cosa significa collaborare con i colossi dell’editoria?
Con alcune di queste case editrici ho lavorato per la scolastica, con altre per la varia; mi sono sempre trovata bene, anche se penso che alla fine, in ogni caso, non cambi moltissimo rispetto ad una piccola casa editrice, devo dire che sono sempre stata fortunata e ho sempre avuto buone esperienze in ogni caso.

Le grandi case editrici, però, dovrebbero garantire una distribuzione più capillare rispetto alle piccole...
Le piccole case con cui ho pubblicato erano con distributori a livello nazionale come Messaggerie o Dehoniana, quindi mi sono trovata ugualmente bene.

Il negozio online, collegato al suo sito, è tutto in inglese, con i prezzi indicati in dollari. Ci sta dicendo che si vende di più all’estero che in Italia?
Un puro caso… a dire il vero non vendo granché su quel sito….

Lei è impegnata anche nel sociale. In questo momento segue un progetto di laboratori d’incisione presso la casa di reclusione di Alessandria. Ce ne vuole parlare?
È una delle più belle esperienze che mi sia capitato di vivere: nata come semplice laboratorio di incisione, si è sviluppata per realizzare una graphic novel …in cerca di editore… e ora sta diventando una stamperia artistica all’interno della casa di reclusione. Il sogno è quello di unire arte e lavoro, che già è un sogno di per sé, in questo caso all’interno della casa di reclusione. Noi ci speriamo e continuiamo a sognare.

Qual è il libro che le è piaciuto di più?
Ho appena scelto due libri dalla libreria (quelli che ho amato di più) per passarli a chi li può apprezzare e sono: “Il dio delle piccole cose” di Arundhati Roy e “La vita davanti a sé” di Roman Gary.

Il libro che sta leggendo ora?
“La scrittrice abita qui” di Sandra Petrignani.
 
27/03/2016
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