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Opinioni

Eco e le "legioni di imbecilli" da social

La polemica scatenata dalle parole del semiologo e scrittore alessandrino, che aveva spiegato come i social media abbiano "dato diritto di parola a legioni di imbecilli", ha suscitato una riflessione in un giovane alessandrino
OPINIONE - In queste settimane imperversa la polemica scatenata da Umberto Eco nel discorso tenuto ai giornalisti dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in Comunicazione e Cultura dei media. Il celebre semiologo e scrittore ha infatti attaccato internet, intervenendo soprattutto sui suoi fruitori meno seri e perciò inconsapevoli della risonanza che le parole, spesso non ragionate e soppesate, possono avere sulla collettività. “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino […] venivano subito messi a tacere mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel”. Come dargli torto? Premettendo che i toni usati dal professore sono volutamente provocatori e servono a creare un dibattito, come ben si addice ai filosofi, dobbiamo ammettere che non è un enorme paradosso, bensì un’analisi della realtà forse un po’ ingigantita, ma comunque veritiera.
 
Come ogni adolescente dell’era dei social network passo una buona parte del mio tempo su internet ed è innegabile la massiccia presenza di “imbecilli del web”: dagli opinionisti dell’ultima ora, che sputano sentenze da immaginari piedistalli che si sono costruiti, ai commentatori assidui che esprimono il loro parere sotto ogni notizia o opinione altrui, vera o falsa che sia, solo per far sentire la propria voce. Questo credo nasca da un bisogno irrefrenabile di comunicare al mondo la propria esistenza e diversità, nato dall’uguaglianza che il web impone: eccetto le persone famose, dello spettacolo o della politica, tutti gli altri sono livellati, senza più differenze di classe, reddito o posizione sociale e la necessità di sentirsi superiori a qualcuno, che la maggioranza delle persone ha, viene a mancare.

Allora chi crede di avere qualcosa in più da dire degli altri si scatena, protetto o meno dall’anonimato, che talvolta favorisce il proliferare di mostruose assurdità proclamate come verità indiscutibili. Ecco quindi le “legioni di imbecilli”di Umberto Eco, che ha però anche sottolineato i pregi dei social network e della rapidità dell’informazione. “Pensiamo solo a quanto accaduto in Cina o in Turchia dove il grande movimento di protesta contro Erdogan è nato proprio in rete, grazie al tam-tam.” Come tutte le cose anche internet ha pregi e difetti, tutto sta nell’utilizzo, che deve essere consapevole e controllato. Nessuno rimpiange i tempi antichi o crede possibile un ritorno al passato, ormai sappiamo che il futuro sarà caratterizzato da internet, ma questo non impedisce di discuterne per poter migliorare quello che a tutti gli effetti è diventato un compagno di vita irrinunciabile. 
29/06/2015
Edoardo Prigione - redazione@alessandrianews.it
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