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Opinioni

Giusta la scelta di duplicare i corsi delle facoltà

La politica della duplicazione dei corsi portata avanti dal rettore Cesare Emanuel, oltre a registrare un significativo aumento degli iscritti, ha posto termine a una negativa concorrenza fra le tre sedi dell’Upo e messo le basi per il consolidamento della seconda Università del Piemonte
OPINIONI - Ascolto discorsi di preoccupazioni per i costi e le finalità legate all’avvio, ad ottobre, del corso di Lettere a palazzo Borsalino, presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche Economiche e Sociali (Digspes) della sede alessandrina dell’Università del Piemonte Orientale.1 Interessanti, ma che non mi sento di condividere. Ritengo infatti che la politica della duplicazione dei corsi portata avanti dal rettore Cesare Emanuel, oltre a registrare un significativo aumento degli iscritti, abbia posto termine ad una negativa concorrenza fra le tre sedi dell’Upo e messo le basi per il consolidamento della seconda Università del Piemonte. Il corso di Economia Aziendale ad Alessandria, di cui è titolare la facoltà di Novara, così come il corso di Giurisprudenza a Novara, titolare la facoltà di Alessandria, stanno, infatti, riscuotendo tra gli studenti un lusinghiero successo.

Anche se nella nostra città se ne è discusso poco, è noto, almeno a coloro che da anni seguono l’insediamento e lo sviluppo della sede alessandrina dell’Ateneo, che tra i responsabili politici della precedente giunta regionale, anche se mai ufficialmente affermata, fosse presente la volontà di concentrare l’Università su Novara, sacrificando Alessandria. Un progetto che, in quegli anni, aveva trovato ascolto anche in seno alla stessa Università. Per questo auspico che il nuovo corso di Lettere, nel completare le facoltà del Dipartimento diretto dal professor Salvatore Rizzello, raggiunga gli stessi lusinghieri risultati di Vercelli.

Certo ad Alessandria, come in altre parti del Piemonte, era attiva una sede distaccata del Politecnico ed è vero che la classe dirigente economico-finanziaria della città vi ha investito più che nei confronti della Tripolare. Confidando, erroneamente, sulle affidabilità della dirigenza locale del Poli che però non combaciavano con quelle, ben più decisive, di Torino. È cosi bastato che, rettore il professor Passera, il Politecnico di Torino aderisse con entusiasmo alla pessima riforma del ministro Gelmini per decretare la fine di tutte le sedi distaccate. Una decisione che ad Alessandria è stata più dolorosa che altrove per le ingenti risorse investite nella sede del quartiere Orti. Il fatto che poi Passera sia diventato, a sua volta, un incolore Ministro del Miur ognuno lo può valutare come ritiene.

Concordo invece che la bella sede delle facoltà scientifiche, Il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica di viale Teresa Michel (Disit) diretto dalla professoressa Graziella Berta, potrebbe, in prospettiva, anche per il venir meno della didattica del Politecnico, accrescere la sua offerta formativa. Un’offerta che, comunque, ha registrato con la facoltà di Biologia un considerevole aumento di iscritti, molti anche provenienti da fuori regione. Personalmente, però, ritengo che la chiusura, alcuni anni fa, del corso di Scienze Ambientali per effetto delle rigide regole del ministero, sia stato un errore. Perché innovativo e richiesto dai ragazzi. Oggi, ad esempio, il Dipartimento che laurea in Biologia, Scienze chimiche e Informatica è titolare di un corso di Scienza dei materiali che è operativo a Vercelli, perché non aprirlo anche ad Alessandria?
30/06/2015
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