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Casale Monferrato

I giardini Cavallero intitolati tra le contestazioni

Manifesti dell’Anpi e volantini distribuiti da manifestanti che dicono “Vergogna” all’amministrazione. Il sindaco Demezzi replica di” non aver trovato alcun riscontro che imputi ad Ugo Cavallero crimini e stragi dettate da un’ubbidienza cieca ed incondizionata al regime”
Ugo Cavallero, maresciallo d’Italia ed autore dei piani che portarono alla vittoria nella battaglia di Vittorio Veneto che consegnò alla storia la prima guerra mondiale ha da sabato i giardini a lui intitolati. Ma la cerimonia, questa volta, non è stata semplicemente un momento celebrativo, in quanto, una parte di casalesi non ha voluto perdonare al generale la sua adesione al fascismo e il ruolo avuto nelle guerre durante il ventennio. Così la sezione casalese dell’Anpi ha affisso un manifesto nel quale era scritta a grandi lettere la parola “Vergogna”, e “vergogna” era anche contenuta sui manifestini distribuiti da alcuni giovani contestatori che hanno anche ripetuto “vergogna” quando parlava il sindaco Giorgio Demezzi. La “vergogna” , secondo i contestatori, che sono scesi in campo - dopo la dura presa di posizione del consigliere del Sel Fabio Lavagno, cui è seguito l’intervento del segretario del Pd casalese Angelo Muzio che aveva chiesto, inutilmente, di approfondire nuovamente la figura storica di Cavallero in commissione toponomastica – sarebbe quella di avere fatto uccidere 2000 civili in Etiopia con l’uso di gas e lanciafiamme. Altro motivo di vergogna sarebbe stato nella scelta del giorno, 9 ottobre, quasi a voler ricordare la marcia su Roma mussoliniana. Nel suo intervento Giorgio Demezzi ha ricordato che la richiesta venne a suo tempo avanzata da due associazioni d’arma e da Mario Verde, per moltissimi anni direttore de “Il Monferrato”. Il sindaco ha anche sottolineato che il nome di Cavallero venne accettato all’unanimità dalla commissione toponomastica e, successivamente, per legge, è stato sottoposto all’autorizzazione, supportata da una idonea documentazione, del prefetto e della Deputazione di storia patria. Demezzi, infine, ha evidenziato “di non aver trovato personalmente alcun riscontro che imputi ad Ugo Cavallero crimini e stragi dettate da un’ubbidienza cieca ed incondizionata al regime di allora, tanto meno tali da offerendere la città di Casale”. E adesso, inaugurati i giardini, è altamente probabile che della questione se ne debba occupare il consiglio comunale, perché le opposizioni di centro – sinistra potrebbero presentare interrogazioni in merito.

 
29/10/2011
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