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Opinioni

Il “River Day some years ago...”. Come cambiano i nostri fiumi

Ripercorrere qualche curiosità storica sulla evoluzione dei nostri fiumi aiuterà a capire il fiume oggi. Dalle consultazione di mappe storiche si possono ricostruire le variazioni dell'alveo di Tanaro e Bormida in prossimità di Alessandria negli ultimi secoli per evoluzione naturale o intervento dell'uomo
OPINIONI - Il prossimo 5 luglio l'iniziativa River Day percorrerà un tratto del fiume Tanaro in gommone per riavvicinare la cittadinanza la fiume. Ripercorrere qualche curiosità storica sulla evoluzione dei nostri fiumi aiuterà a capire il fiume oggi.  La vita di un uomo è corta per poter apprezzare certi processi naturali e geologici e ciò che ci appare sempre uguale invece è in continuo cambiamento. Gli alvei dei fiumi sono in continuo cambiamento, anche se nelle zone antropizzate il controllo dell'uomo ha bloccato molti processi, semplicemente osservando foto aeree è possibile scorgere le tracce degli antichi percorsi del fiume. Quindi uno sguardo più attento ai segni del paesaggio permette di poter ricostruirne la sua evoluzione e questo è molto importante quando si tratta di pianificare insediamenti e infrastrutture umane (nella foto a sinistra gli Alvei di Tanaro e Bormida nel 1800 a confronto con quelli attuali).

Dalle consultazione di mappe storiche si può ricostruire le variazioni dell'alveo di Tanaro e Bormida in prossimità di Alessandria negli ultimi secoli per evoluzione naturale o intervento dell'uomo. Interventi che hanno avuto ripercussioni o spiegano varie dinamiche delle alluvioni del novembre 1994 e di novembre 2011.

Tanaro: l'Isolotto Galatteri, il meandro tagliato e l'alluvione
L'evoluzione del Tanaro e le sue implicazioni nell'alluvione sono ben descritte nel volume “Eventi alluvionali in Piemonte 1991 1996”. Nel 1500 a monte di Alessandria il Tanaro scorreva con un ampio meandro nella zona dove oggi ci sono i sobborghi e di Astuti e parte di San Michele. Per evitare che il fiume nella sua evoluzione si allontanasse dalla città e dalla Cittadella si decise di tagliare questo meandro. Durante l'alluvione del 1994 il rilevato della ferrovia Alessandria-Torino, che fino ad un certo momento fece da argine, cedette soprattutto in corrispondenza di questo antico meandro (la zona del Bennet). Da questo cedimento si generò la famosa onda di piena che in pochi minuti peggiorò drasticamente la situazione di San Michele, Osterietta e degli Orti.
Il meandro tagliato nel XVI secolo sovrimpresso alla topografia attuale ( carta 1:50'000 Regione Piemonte)

In prossimità del punto di partenza del “River Day” a valle del ponte della Cittadella (ops! Meier..) fino a metà ottocento era presente un piccolo isolotto nel fiume conosciuto come “Isolotto Galetteri” che possedeva anche le sue fortificazioni in linea con quelle della Cittadella. L'evoluzione naturale del fiume e gli interventi antropici hanno progressivamente unito l'isolotto alla sponda sinistra del fiume. Oggi buona parte dell'antico isolotto è occupata da capannoni industriali e commerciali (via Pavia). Tutto questo ha portato ad un restringimento della sezione dell'alveo, un fattore che sicuramente non contribuito positivamente durante la piena del '94.






 
Isolotto Galatteri in una mappa del 1837 e sua posizione approssimata su ortofoto attuale.

Proseguendo in prossimità di Pavone chi partecipa alla discesa in gommone avrà modo di vedere come il fiume lambisce la collina ed un parte sia deviato dalla collina stessa. Il punto di arrivo del River Day (in prossimità della confluenza con il Fiume Bormida) si trovava un isolotto fluviale ancora presente a meta '900 ed ora scomparso noto come “Isola di San Tommaso”. Infine una curiosità 'solo' poco più di 100'000 anni fa il River Day sul Tanaro non si sarebbe potuto fare dato che non c'era il Tanaro. Allora il fiume dopo essere passato in prossimità di Bra confluiva nel Po presso Carmagnola solo in seguito fu 'catturato' da un corso d'acqua secondario deviò il suo percorso verso Alba, Asti e la piana di Alessandria.
Mappa IGM 1:25:000 degli anni '20: ancora visibile l'Isola di San Tommaso in prossimità della confluenza Bormida - Tanaro

Bormida: Napoleone e Panorama
Le mappe napoleoniche della battaglia di Marengo sono tra le più antiche mappe con una ottima precisione topografica. Da queste mappe si può vedere come a inizio'800 il Bormida avesse un corso molto più meandreggiante e spostato verso la città rispetto ad oggi.  Georeferenziando le mappe napoleoniche su quelle attuali si vede come il fiume allora lambisse quello che oggi è diventato il quartiere Europista per poi proseguire verso il Tanaro e confluirvi in prossimità di quello che oggi è il residuo del canale Carlo Alberto dietro al cimitero.
Le tracce dell'antico percorso del Fiume Bormida sono tuttavia rimaste nella topografia attuale nell'area compresa tra il quartiere Europa e il corso attuale del fiume che si presenta come una zona depressa e con tracce ancora visibili degli antichi paleomeandri, un'area da sempre soggetta a frequenti inondazioni ( agosto 1987, novembre 1994, novembre 2011, dicembre 2013, ottobre / novembre 2014 per citare le più recenti).  
Panorama se ci fosse stato all'epoca di Napoleone sarebbe stato in riva al Bormida. Durante l'alluvione del novembre 2011, quando alla tangenziale non si era ancora realizzato il rialzo del passaggio fra i fornici, le acque del Bormida raggiunsero la zona del centro commerciale Panorama.
Posizione approssimata del centro commerciale Panorama e alveo attuale del f. Bormida nelle mappe napoleoniche della battaglia di Marengo.
 
Inondazione di novembre 2011
28/06/2015
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