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Società

L'Inps di Alessandria presenta il suo primo bilancio sociale

Realizzato in Alessandria il primo bilancio sociale a livello provinciale dell'Istituto di previdenza. Molti i dati che si possono ricavare dal documento, non solo sulla realtà dell'Inps ma anche sulla situazione generale del nostro territorio
PROVINCIA - L’Inps di Alessandria ha realizzato il suo primo bilancio sociale. Un documento che è stato approntato a livello provinciale per la prima volta, fino ad ora era stato fatto solo nel quadro nazionale e regionale.
Proprio il nostro territorio è stato il laboratorio per questa esperienza, scelto per diversi motivi come ha spiegato Gregorio Tito, direttore regionale dell’istituto di previdenza, durante il corso della conferenza stampa di presentazione. “Abbiamo scelto Alessandria perché ha elementi importanti. In primis la qualità delle persone che lavorano nella sede dell’Inps, poi per una serie di fattori oggettivi interessanti –ha spiegato Tito- Il tessuto economico del territorio alessandrino da un lato rispecchia tendenze generali, dall’altro contiene elementi singolari. Qui la linea di tendenza è il ridimensionamento dell’industria, il rafforzamento del terziario, l’invecchiamento della popolazione equilibrata dalla forte immigrazione”.
I dati che si possono osservare dal bilancio provinciale dell’Inps permettono sia una lettura dei servizi erogati dall’Istituto, sia un quadro più generale sulla situazione occupazionale e sociale dell’intero territorio alessandrino. “Abbiamo cercato di dare un taglio più comunicativo al nostro bilancio per divulgare meglio gli elementi in esso contenuti. Volevamo dire cosa l’Istituto dà e cosa è. Gran parte delle nostre prestazioni vengono erogate netro 30 giorni, con tassi che toccano il 94-95% per le pensioni e il 90% delle domande di disoccupazione” ha detto Alessandro Casile, direttore Inps Alessandria, a cui hanno fatto seguito le parole di Augusto Configliacco, presidente del comitato provinciale Inps: “Dalla lettura di questo documento si riescono a capire le dimensioni e il tipo di prestazioni erogate, quali sono le persone interessate, le attività economiche presenti, il loro stato. È un documento che oltre a quantificare l’attività fatta, è utile per progettare il futuro. Serve per aprirsi al territorio: chi vuole progettare un futuro può partire da qui”.

Che cosa ci dice il bilancio sociale? Nel 2011, in provincia di Alessandria, l’Inps ha gestito 172.226 conti assicurativi di lavoratori attivi, 171.106 pensioni di cui 23.641 di natura assistenziale, 12.204 posizioni di aziende con dipendenti attivi, 28.693 artigiani e commercianti, 6.043 aziende agricole, 2.744 posizioni della gestione separata. In un contesto socio economico particolarmente critico come quello alessandrino l’Inps di Alessandria è stato il maggior erogatore di reddito della provincia, erogando quasi 2 miliardi di euro, al lordo delle ritenute fiscali, per prestazioni previdenziali e assistenziali, a fronte di un Pil provinciale stimato in oltre 11 miliardi, aiutando a contenere la caduta del reddito primario delle famiglie
Nel corso del 2011 sono state lavorate 5.595 domande di pensione, 5.113 domande di invalidità civile,
11.301 domande di disoccupazione
di cui 2.500 con requisiti ridotti, 11.031 domande di cassa integrazione, 958 di domande indennità di mobilità, 8.089 domande di iscrizione e variazione di aziende private e agricole, 1.917 domande di iscrizione di artigiani, commercianti e agricoli autonomi, 5.463 domande di iscrizione alla gestione separata, 37.979 richieste di certificazione di regolarità contributiva (Durc), 37.909 domande di Buoni Lavoro.
Fra i dati del bilancio sociale, particolarmente significativo è quello riguardante l’importo medio delle
pensioni, che a livello provinciale risulta essere pari a 811 euro
, inferiore a quello piemontese (975 euro) ma superiore a quello nazionale (780 euro). Altrettanto significativo, perché sintomatico della diversa storia e condizione lavorativa e contributiva fra uomini e donne è il divario di genere: per i primi infatti l’importo medio è di 1178 euro a fronte dei 569 dell’universo femminile.
Sul fronte degli ammortizzatori sociali nel 2011 si è registrata una diminuzione delle domande di cassa
integrazion
e, autorizzate per un totale di oltre 13.5 milione di ore, mentre le domande di indennità di
mobilità accolte sono state 783 su 958 domande presentate.

Nell’ambito delle molteplici attività dell’Istituto merita richiamare, per la sua valenza innovativa, quella di
verifica amministrativa, che si pone come vera e propria azione di intelligence, tesa alla sistemazione delle anomalie e all’accertamento di possibili patologie del flusso di contribuzione aziendale. Nel 2011 le pratiche gestite per le regolarizzazioni sono state 1.495.
L’attività di vigilanza ha posto l’attenzione sugli gli accertamenti per solidarietà contributiva che per la loro complessità hanno determinato una diminuzione del numero delle ispezioni (330) a fronte di una loro maggiore incisività sotto il profilo del risultato di addebito con accertamenti per 1.258.055 euro e sanzioni per 218.046 euro.
Il totale accertato per tutte le tipologie di ispezioni è stato di 4.538.000 euro.
Per quanto concerne l’attività di recupero dei crediti contributivi, nel corso del 2011, per il settore aziende
con dipendenti, sono stati accertati circa 54 milioni di euro tra denunce mensili insolute e rettifiche attive, sono state regolarizzate somme per 20.803.279 euro, ed iscritti a ruolo 21.758.568 euro per omessi versamenti.
Nel settore artigiani e commercianti, le omissioni contributive sono state circa 5 milioni di euro, mentre nel settore agricolo le omissioni ammontano ad euro 209.536 per le aziende, e 501.611 per gli autonomi.
Infine sono stati recuperati 7.648.671 euro erogati per prestazioni previdenziali indebite.
Il personale dell’Istituto, 164 unità attive in tutte le strutture della provincia (erano 213 nel 2004), grazie
anche all’utilizzo preponderante di strumenti informatici, e nonostante la progressiva, importante riduzione numerica, garantisce la tempestiva erogazione dei servizi, assicura elevati livelli di consulenza e continua analisi dei flussi contributivi.

Bruno Soro, professore di politica economica ed economia dello sviluppo all’Università di Genova, ha analizzato i dati emersi dando una visione ad ampio spettro della situazione economica del territorio alessandrino. “Da economista, voglio mettere l’accento su alcuni elementi positivi che emergono dal bilancio sociale. Sono convinto che la dimensione provinciale è opportuna per avere una conoscenza adeguata e programmare interventi nel contesto sociale. Innanzitutto teniamo presente che siamo in un quadro in cui l’Italia è passta dall'essere la quinta potenza economica nel 1980, a essere l'ottava oggi. In Europa il nostro Paese è l’ultimo tra i 27 membri in materia di crescita economica. Ancora più in dettaglio, Piemonte e Liguria sono le regioni fanalino di coda per la crescita economica negli ultimi anni. Considerati questi tre fattori negativi si dovrebbe essere pessimisti. Dal bilancio sociale invece ci sono indicazioni positive di carattere congiunturale – ha spiegato il professor Soro - Primo: la popolazione è aumentata di circa 20 mila unità dal 2003. Questo andamento non è dovuto al saldo positivo tra nascite e morti ma per i flussi migratori. I migranti vanno dove pensano di trovare lavoro. Secondo dato positivo: l’andamento del Pil è cresciuto dello 0,7% nel 2011. Infine l’indicazione sul mercato del lavoro: l'occupazione è diminuita, ma la crescita economica agisce in ritardo sulle assunzioni. Deve prima partire la crescita e in maniera quantitativa tale da permettere un bisogno significativo di occupazione. Il dato congiunturale dice però che le ore di cassa integrazione sono diminuite. Certo, possono essere diminuite per la chiusura di molte fabbriche. Questo però sarebbe in controtendenza con la crescita positiva. La nostra provincia – ha concluso Soro - può crescere solo se si esporta ciò che si produce. I numeri della Camera di Commercio vedono una crescita delle esportazioni. Tutto questo mi fa sperare in un’inversione di tendenza rispetto alla situazione attuale”.

Qui il bilancio sociale 2011 dell'Inps
7/12/2012
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