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Opinioni

La ricerca del potere

Sai, uno solo non cerca di prendere il potere. È lui, Dio”: è una frase tratta dagli scritti di Christophe Lebreton, monaco trappista, ucciso in Algeria nel 1996, quando il terrorismo di matrice islamista sembrava essere un problema limitato ad alcune zone calde del pianeta, decisamente distanti dalla nostra cara Europa
OPINIONI - “Sai, uno solo non cerca di prendere il potere. È lui, Dio”: è una frase tratta dagli scritti di Christophe Lebreton, monaco trappista, ucciso in Algeria nel 1996, quando il terrorismo di matrice islamista sembrava essere un problema limitato ad alcune zone calde del pianeta, decisamente distanti dalla nostra cara Europa. Ciò che mi ha colpito delle parole di Lebreton è che non sono sue: egli cita un amico, Moussa, musulmano, uno dei tanti che a Tibhirine affiancavano la piccola comunità di monaci e collaboravano nei lavori agricoli.

Questo rapporto tra il desiderio di potere e Dio ci interpella e ci provoca a leggere sotto una luce nuova i recenti fatti di terrorismo, che hanno scosso le nostre tranquille vite e che hanno dipinto un orizzonte di paura che sembra ormai avvolgere ogni cosa. In effetti, ciò che gli attentati di pochi giorni fa vorrebbero esprimere è una violenza e un potere dispiegati in nome di un Dio e di una fede; le rivendicazioni hanno persino etichettato la reazione armata della Francia come attacco "cristiano", volendo in ogni caso ricondurre il conflitto nel quadro della «guerra di religione». È stata evidente anche la presa di posizione di gran parte del mondo islamico al grido di «non nel mio nome!», come l’opportuna distinzione tra la violenza terroristica e la fede musulmana negli interventi di molti capi di stato e leader politici e religiosi.

Resta comunque una sottile domanda sulla ricerca del potere e sui mezzi impiegati: qualcosa che va oltre la contingenza dei fatti o le sole sensibilità religiose. Se ammettiamo che chi cerca il potere in nome di Dio sta in realtà travisando il vero volto di Dio, dobbiamo però interrogarci su come si cerca e si usa il potere nella nostra società laica. Per il nostro mondo occidentale il potere scaturisce dalla legittimazione democratica e si esercita nell’ambito di diritti e doveri che derivano da un complesso di valori condivisi nella società. Già da qualche decennio, abbiamo constatato che tali valori non si possono ‘esportare’ tanto facilmente, men che meno usando il potere e la forza. Oggi dovremmo chiederci se gli stessi mezzi ci permettono di difendere quei valori o non rischiano di travisarli, esattamente come accade per la falsificazione della fede degradata a violenza integralista.

Il fatto che molti terroristi siano cittadini delle nazioni europee, membri di comunità di immigrazione che si supponevano ben integrate, mostra che non si può illudersi sulla diffusione per contagio dei valori civili della modernità. Così anche le reazioni, più o meno emotive, che attraversano le nostre società dopo gli attacchi terroristici, chiedono una ulteriore elaborazione di quei valori. Forse chiedono di togliere le maschere a chi, sotto mentite spoglie, non fa altro che cercare il potere.
27/11/2015
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