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Interviste

“Mai creato problemi, eppure ci vogliono eliminare”

Per il sindaco Pietro Ciberti il comune di Frascaro è un piccolo angolo di paradiso che lo Stato centrale “vuole eliminare”. Popolazione in crescita, due manifestazioni di grande richiamo e una felice convivenza con la comunità di ex tossicodipendenti di don Gallo
Otto chilometri di tangenziale dal capoluogo di provincia, dieci minuti di orologio dal traffico cittadino e ci si ritrova in una piazzola dove il tempo sembra essersi fermato agli anni Sessanta: chiesa, bar, municipio, con annesso dispensario farmaceutico e campo da pallone a pochi metri l'uno dall'altro, un sindaco che, se serve, fa anche da centralinista e un postino che da del 'tu' a tutti.
Frascaro è il “buon ritirodegli alessandrini in cerca di quiete e non c'è da stupirsi. “Qui si vive bene, diamo tutti i servizi”, dice Pietro Ciberti, ferroviereprimo cittadino dal 2008. “Eppure lo Stato ci vuole eliminare”. Sui piccoli comuni incombe la spada di Damocle dell'accorpamento di servizi. Il timore è che sia solo l'anticamera della soppressione.
“Lo scorso anno sono stato a Roma a manifestare contro questa riforma. I nostri piccoli comuni sono “sinceri”. Non abbiamo mai creato problemi, noi. Siamo più vicini alla gente rispetto ad una città, cerchiamo con sacrifici di dare tutti i servizi, eppure dall'alto ci voglio distruggere”.

L'unione di servizi, però, sembra ormai inevitabile. Signor sindaco, voi vi state già attrezzando?
“Sì, ne abbiamo già parlato. Dovremo mettere in associazione i servizi con Carentino, Sezzadio, Castelspina, Bergamasco. Molti servizi sono già condivisi, come il geometra comunale. Già da 10 anni, inoltre, abbiamo accorpato la scuola con Bergamasco. Forniamo noi un servizio di scuolabus gratuito per i nostri alunni. Meglio una scuola unica, ma che funzioni davvero bene come quella che abbiamo è che è un fiore all'occhiello per tutti. Il punto è che la normativa sugli accorpamenti non è ancora chiara. Perderemo il nostro bilancio? Noi non vorremmo. I servizi possiamo anche accorparli, ma ciascuno deve mantenersi il proprio bilancio. Il consiglio comunale ha costi ridicoli e c'è senso di responsabilità e del volontariato. Ci riuniamo 4 o 5 volte all'anno, facile fare i conti di quanto costiamo”.

Quali altri servizi fornisce il comune di Frascaro ai suoi abitanti?
“Tutti. Tutti quelli necessari. C'è la posta, il servizio farmaceutico, un servizio di trasporto anziani per le visite in ospedale effettuato in convenzione con l'associazione di Alessandria Trasporto Amico, c'è il centro estivo per i bambini dove vengono anche dagli altri paesi, offriamo un servizio di vacanze al mare per gli anziani, un po' costoso, ma ci sembrava giusto dare questo tipo di opportunità; c'è un solo negozio di alimentari, ma del resto il centro commerciale è a cinque minuti di auto. Sì, ecco, il tessuto commerciale in paese non è più quello di una volta, ma è cambiato ovunque, mi pare. E sono dinamiche che non dipendono certo da noi.
Insomma, si sta bene, soprattutto d'estate, dove c'è sicuramente più fresco che in città”

Ma non vi sentite un po' come un quartiere di Alessandria? In fondo la distanza da un sobborgo, come ad esempio San Giuliano, al capoluogo è più o meno la stessa che divide Frascaro dalla città.
“Assolutamente no. Noi abbiamo la nostra identità che vorremo mantenere. Certo non ci dispiace avere buoni rapporti con il capoluogo. Anzi, ci auguriamo che possano essere mantenuti. Ma qui, rispetto ad una frazione o un sobborgo c'è un contatto più diretto tra amministrazione e cittadino. I quartieri e i sobborghi di Alessandria sono incazzati, perdonate il termine; i cittadini non sanno con chi parlare per i piccoli problemi, le cose semplici, il lampione rotto, il buco nella strada. Noi ci siamo sempre. I quartieri, invece, non sanno con chi possono dialogare”.

Sarà anche per questo che, in controtendenza, la popolazione di Frascaro è aumentata? Nel 2001 si contavano 211 abitanti, oggi siete oltre quota 450...
“Sicuramente è così, qui si sta bene. Per lo meno, non ci si può lamentare. In effetti la popolazione è in crescita, non per le nascite, ma per i trasferimenti da altri centri, soprattutto Alessandria. Ora forse ci siamo assestati. Molti hanno preso case singole, da ristrutturare, vecchie cascine ormai semi abbandonate. Che sono rinate. Il piano regolatore prevede aree edificabili ma non c'è richiesta. Meglio così, del resto”.

Di che si vive a Frascaro? Ci sono attività produttive?
“C'è una azienda che fa impianti elettrici e dà lavoro ad una quindicina di persone, poi la Casa di riposo, convenzionata, che per noi è un valore aggiunto, per i nostri anziani e per chi ci lavora. Ci sono due ristoranti che partecipano attivamente alle varie iniziative. Ma, ripeto, la città non è distante e in tanti si spostano quotidianamente. Del resto ci si mette meno tempo da qui ad Alessandria che da Spinetta al centro”

C'è anche la comunità di San Benedetto al Porto di don Gallo. Che rapporto c'è tra i fascaresi e gli ospiti della comunità?
All'inizio, 20 anni fa circa, l'integrazione non è stata facile, non erano ben visti quei ragazzi. Se ne stavano tutto il giorno chiuso nella cascina e non c'erano molti contatti. Ma da quattro anni abbiamo avviato una buona collaborazione. Cerchiamo di coinvolgerli in diverse attività e in alcuni progetti comunali. Ad esempio ci aiutano a mantenere in ordine il centro sportivo che loro stessi usano, eseguono lavori di sfalcio dell'erba, li invitiamo alle diverse manifestazioni. Insomma, sanno che hanno le porte aperte.


Il nome di Frascaro è sempre più legato a quello dei fiori.
“E' vero. La manifestazione Frascaro in Fiore è iniziata 13 anni fa, e non riusciamo più a fermarla. Ci sono centinaia di richieste ad ogni edizione.
Da qualche anno si è aggiunta Feste e Buoi, a settembre. Piace soprattutto ai bambini per la presenza di tutti gli animali della fattoria. E' una vetrina per i prodotti piemontesi. Non è ancora ai livelli di Frasacro in Fiore ma sta crescendo di anno in anno”.

Insomma, nulla da recriminare? Niente di cui lamentarsi, come va tanto in voga in Italia?
“Problemi io non ne vedo. Forse dovrei lamentarmi di più se no rischiamo che ci tolgono anche quel poco che ci danno (a proposito, l'Imu pensiamo di mantenerla al minimo). Invece preferiamo arrangiarci.
Abbiamo un solo impiegato comunale e quando non c'è, cerchiamo di fare come possiamo. Insomma, mi sento soddisfatto di quel che riusciamo a fare. Non si può dire che non ce la facciamo ad andare avanti”.
20/08/2012
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