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Alessandria

“La violenza comincia dove mancano le parole”

Il vicequestore aggiunto Nunzia Alessandra Schilirò ha presentato alla Scuola di Polizia il libro “Soli nella notte dell’anima” in cui racconta come affrontare e come reagire alle molestie in ambito familiare, in quello lavorativo e, più in generale, nella vita. "Tutti noi, in diversi momenti della vita, possiamo essere vulnerabili”
ALESSANDRIA - “La violenza comincia dove mancano le parole. Il nostro pensiero si sviluppa grazie alle parole e senza le parole non possiamo rendere il mondo un posto migliore”. Giovedì, alla Scuola di Polizia del Cristo, il vicequestore aggiunto Nunzia Alessandra Schilirò, ha presentato Soli nella notte dell’anima, un interessante libro che si pone più nell’ambito dei manuali che in quello della narrativa. Nelle 220 pagine, Nanda (così la chiamano tutti) racconta come affrontare e come reagire alle molestie in ambito familiare, in quello lavorativo e, più in generale, nella vita.

“Nell’epoca dell’ipertecnica - ha detto la 41enne agli allievi poliziotti - non si può chiedere all’essere umano di essere privo di anima, di essere schematico: non possiamo far passare il messaggio che i sentimenti sono un handicap. Il sentimento, anzi, deve essere considerato una marcia in più per capire le persone che abbiamo davanti e per capire noi stessi”. La Schilirò si è soffermata anche sull’interpretazione generale di 'violenza di genere': “Ogni volta che sentiamo quelle due parole la nostra mente va immediatamente alle donne mentre, invece, dovremmo pensare alle persone più vulnerabili. E tutti noi, in diversi momenti della vita, possiamo essere vulnerabili”.

Per la poliziotta-scrittrice “le parole sono nutrimento” e dunque “il malessere psicologico” rappresenta anche un “malessere culturale”. Ad introdurre la presentazione del libro è stato il questore di Alessandria, Michele Morelli, che ha parlato della nostra provincia come di una terra ”relativamente tranquilla” se paragonata ad altre zone d’Italia: “Certo è che il nostro lavoro deve tendere a portare a zero gli atti criminosi e questo deve avvenire anche attraverso momenti culturali come questo”.

Ciò che emerge con forza dall’incontro è la necessità di cambiare. Partendo dall’amore. “Se insegniamo ai bambini ad amarsi, diventeranno indipendenti e liberi, penseranno con la propria testa e impareranno a star bene anche da soli. La scelta di condividere la vita con qualcun altro non deve essere dettata dalla necessità di avere una stampella per poter proseguire il viaggio, ma dalla scoperta di poter trovare qualcuno con cui stare bene persino più di quanto non si stia restando in compagnia di se stessi”.

8/03/2019
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