Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Novi Ligure

Gabriele: “Ogni società sportiva coltiva il suo orticello”

L'intervista all'assessore allo Sport del Comune di Novi Ligure, Stefano Gabriele
NOVI LIGURE - Un tempo il suo era un assessorato di quelli che “portavano” voti e visibilità ma in tempi di vacche magre, il ruolo dell’Assessore allo sport di Novi è diventato una delle poltrone meno comode per chi ci si siede, un po’ come quelle sedie ultramoderne che per rincorrere il design finiscono per perdere di vista la funzione per la quale sono state costruite. Se n’è accorto Stefano Gabriele, cui il sindaco Muliere ha assegnato quel ruolo a Novi e che da inizio mandato si barcamena in acque agitate, con scogli chiamati bilanci e con secche chiamate burocrazia. Chi però pensa a un Gabriele remissivo e ideale sparring partner dei colpi (metaforici si intende) delle società sportive si sbaglia di grosso: a oltre metà mandato, quando manca poco più di un anno e mezzo alla tornata elettorale, il portacolori della lista civica Venti per Novi pur mantenendo il profilo di persona perbene e poco avvezza, per carattere ed educazione, alla polemica, Gabriele sveste i panni dell’anima pia e candida e indossa quelli del politico che “fiuta l’odore” delle urne. Insomma, un assessore come non lo si era mai letto e, forse, sentito.

Assessore, non si sente tirato per la giacca ogni volta che si parla di sport?
“Viviamo una fase difficile ma non mi fischiano le orecchie. Soldi per lo sport ce ne sono pochi, sia nei bilanci degli enti pubblici sia in quelli delle aziende della zona. Inutile negarlo, però ci sono luoghi comuni che vanno sfatati”.

Inizi pure Lei.
“Ad esempio non è vero che Novi sia città con poche strutture pubbliche al servizio dello sport. Per la manutenzione ordinaria degli impianti esistenti spendiamo quasi mezzo milione di euro”.

Però abbiamo impianti per la maggior parte obsoleti.

“Lo sappiamo ed è per questo che abbiamo investito nella ristrutturazione di molti impianti e il campo in sintetico sta per diventare una realtà dopo tanti anni di parole”.

Ecco, ci dia dei tempi sicuri.

“Il mutuo col Credito sportivo è stato acceso e credo che a breve ci sarà il progetto preliminare definitivo, quello che dà il via al finanziamento. Difficile dare dei tempi ma credo che il campo in sintetico sarà il primo progetto che vedrà la luce spero entro la fine del 2017. Poi, coi soldi a bilancio originariamente destinati al sintetico, rammoderneremo il palazzetto dello Sport e la pista di atletica ma qui i tempi saranno un po’ più lunghi”.

Ma da cosa dipende la tempistica?
“Dalla solerzia degli Uffici tecnici comunali. Non esiste solo lo sport e i dipendenti fanno i salti mortali per non avere tempi morti. Il mio ruolo di politico è proprio quello di stimolare l’apparato burocratico comunale”.

Sì, però il Pattinodromo attende piccole opere di restyling da tempo immemore.
“Entro fine mese faremo l’ultimo sopralluogo per individuare le priorità su cui intervenire”.

Ma perché non si riesce a dare seguito al collocamento di quei famosi container dismessi dalla Protezione civile nazionale e che potrebbero diventare utili ai team di vivono il Pattinodromo?
“Se si riferisce alle pratiche per ottenere il nulla osta al loro posizionamento, non deve parlare con me. Da tempo ho dato il mio assenso al progetto ma senza l’intervento di un Ingegnere degli uffici tecnici comunali siamo bloccati. Come vede non tutto dipende dal mio assessorato. Se ad esempio voglio fare dei lavori in qualche struttura devo avere la certezza di disporre di risorse economiche ma io non sono l’Assessore al Bilancio e gestisco i soldi che mi sono stati destinati che sono pochi e non bastano mai”.

Insomma, oltre alla straordinaria manutenzione pochi altri interventi all’orizzonte?
“La regione Piemonte ha stanziato mezzo milione di euro per rammodernare gli impianti. Parteciperemo al bando per reperire risorse da destinare al miglioramento della zona di San Marziano”.

L’economia privata invece non pare, salvo rare eccezioni, interessata alla promozione dello sport sul territorio: Lei non ci può far niente?

“Non sono io che ho i contatti con le imprese e a Bilancio non ho più i pochi soldi che prima potevamo destinare a qualche iniziativa sportiva. Ma in generale la crisi economica pesa e non poco: al di fuori della politica sono parte attiva di un progetto di volontariato: l’anno passato le offerte si sono ridotte del 75 per cento. Qualcosa vorrà pur dire. La gente non si fida più della parola solidarietà e nell’economia non esistono più i “filantropi” sportivi, quelle persone cioè del territorio che vedevano il sostegno alle squadre locali di ogni sport come un modo per aiutare la comunità”.

E i club?
“Sfonda una porta aperta. Ognuno coltiva il suo orticello e quando ho chiesto alle società di iniziare un percorso di dialogo finalizzato alla riunificazione delle risorse umane ed economiche, hanno risposto in due. Ognuno pensa per sè e non c’è un filo comune che permetta agli sportivi di fare lobby positiva sull’amministrazione. Vuole un esempio? Avevo lanciato l’idea di Liberamente che doveva essere un happening sportivo anche per reperire fondi e una vetrina per le società: non è stato capita quella filosofia però gli stessi team che l’hanno snobbata bussano alla porta per chiedere sostegno”.
26/01/2017
Maurizio Iappini - m.iappini@ilnovese.info
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus