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Alessandria

"Un bambino a 50 anni", storia d'amore e di affido. Il Cissaca cerca famiglie disponibili

Il Cissaca cerca famiglie che prendano in affido i bambini bisognosi di ritrovare la serenità perduta. La storia a lieto fine di Andrea dimostra come sia possibile dare amore e aiutare un minore
 ALESSANDRIA - Da tempo gli ‘frullava’ per la testa una scelta del genere, nonostante una vita famigliare vissuta a pieno. Così M. 50enne dell’alessandrino, dopo la proposta di matrimonio alla sua A. l’ha nuovamente sorpresa chiedendole di fare con lui un altro passo importante: prendere un bambino in affido. Spiegandolo nella maniera più candida e semplice: “Era voler dare ciò che in casa c’è in abbondanza: armonia e amore”. Così sua moglie ha nuovamente detto ‘sì’, pianificando con i servizi sociali questo nuovo arrivo.

E’ una delle tante storie di bambini in affido, famiglie in difficoltà e ‘angeli custodi’ che portano un po’ di serenità a chi ne ha più bisogno. Ad Alessandria le pratiche di affido e adozioni sono gestite dal Consorzio di servizi sociali Cissaca. «E’ il diritto di ogni bambino avere affetto e una famiglia», commenta il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Giovanni Ivaldi, intenzionato a divulgare questi gesti d’amore verso bambini in difficoltà nella speranza di poter trovare tante famiglie amorevoli.

Torniamo alla storia a lieto fine. «Indirettamente ero venuto a conoscenza di tale possibilità tramite colleghi d’ufficio», spiega M sottolineando l’importanza dell’informazione su questi argomenti, «Non è stato quindi un salto nel buio. Né una scelta dettata da ragioni religiose. Ci eravamo orientati sull’affido invece che sull’adozione per questioni anagrafiche, non essendo io più un giovanotto».

Dopo l’iter che passa attraverso incontri, candidatura e iscrizione nella banca dati delle famiglie disponibili, ecco la prima proposta: un bimbo di tre anni: «Proprio per i motivi d’età di cui sopra, abbiamo preferito un ragazzino più adulto». Ecco che arriva quello che chiameremo Andrea (nome di fantasia), 10 anni: «Proveniva da una famiglia problematica, un vissuto sicuramente non sereno. Recentemente era rimasto solo con la madre».

Andrea ha solo bisogno di tranquillità, normalità ed amore, tutti sentimenti disponibili nella casa di M. e A.: «Bisogna subito mettere in chiaro che lo abbiamo preso in affido non per bisogno di genitorialità (M. ha già una figlia grande) né ci mettiamo in competizione con il genitore naturale. I ruoli sono ben chiari e Andrea lo sa». Anche se qualche volta in pubblico li ha presentati come mamma e papà: «Non è stato un problema. Mettetevi nei suoi panni: è solo voglia di normalità e di non dover fornire troppe spiegazioni a scuola o al parco. Andrea vede con regolarità sua madre e noi non abbiamo necessità di attrarre totalmente le sue attenzioni, non è il fine dell’affido residenziale (cioè vive in casa 24 ore su 24). La madre ci ha conosciuti, accettati a poco a poco ed ha capito che siamo depositari di valori e stili di vita più corretti per far crescere il suo ragazzo, finché anche lei non avrà trovato un suo equilibrio».

L’affido dura due anni, con la possibilità di rinnovarlo per un altro paio: «Mi sembra che le statistiche dicano che solo il 30% dei minori facciano ritorno nella famiglia d’origine, ma non è un problema per noi. Se un giorno tornerà dalla mamma non vorremo comunque sparire dalla sua vita, se lo desidererà».

Il convegno
E’ previsto per il 14 ottobre (il luogo è ancora da stabilire) un incontro pubblico organizzato dal Cissaca per far conoscere meglio le attività del Consorzio e sensibilizzare le persone sull’affido famigliare. Servizi sociali dal volto umano, insomma, descritti dagli operatori e da chi ha vissuto in prima persona esperienze di adozioni e affido, sia dal punto di vista di chi è stato adottato sia da chi ha accolto. «Si pensa ai servizi sociali solo in caso di emergenza, ma il lavoro è quotidiano. Vogliamo promuovere il valore civile dell’affido come supporto alle famiglie in difficoltà che può riverberarsi in tante form», spiega la direttrice Stefania Guasasco, «Esistono vari gradi di affido, che può variare da qualche ora dedicata al giorno, ad affidi diurni, fino a quelli residenziali in cui il minore vive stabilmente con gli addidatari». Oltre al convegno sono previsti incontri in luoghi pubblici (parrocchie, scuole, centri di aggregazione del circuito urbano) per veicolare gli aspetti positivi di vivere l’esperienza (temporanea) dell’affido. 

Coppie omosessuali
Non è prevista l’adozione ma l’affido sì, anche se di esempi alessandrini non ce ne sono ancora. «Nella pratica non è capitato, sebbene una coppia gay si sia candidata in tal senso. Ma per ora non c’è stato l’abbinamento con un eventuale minore. Anche i single possono chiedere l’affido, ma la coppia è privilegiata. Meglio se con figli: si considera tutto, pure l’esperienza. Ogni famiglia può ricevere in affido al massimo quattro minori. Oltre si parla di casa famiglia. “Valutiamo la capacità di far star bene il bambino”.

Adozioni internazionali
I bambini arrivano da ogni parte del Globo. Dal Sud America proviene forse la maggior parte dei minori che arriva in Piemonte. Brasile e Colombia sono in testa. Altri piccoli nuovi piemontesi provengono dal Burkina Faso in Africa, mentre se si guarda all’Asia arrivano dalla Corea del Sud. Russia, Lettonia e Slovacchia gli ‘europei’. L’età media è 5 anni, sebbene dalla Corea siano spesso più piccoli.
23/04/2019
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